Tra cielo e terra

Mi svegliai. Ero in un campo di grano. Mi sentivo in un punto di sosta. Di riflessione. Tra cielo e terra. Sapevo di dover prendere una decisione. Ora che mi trovo alle prese con me stessa mi sento schiacciata. Oppressa dalle responsabilità che deriveranno dalla mia decisione. Da come essa si ripercuoterà sulle persone che amo e a cui sono legata.

Sentivo il mio sangue scorrere sui miei polsi. Sulle mie mani. Sulle mie braccia. Sentivo il sangue scorrere sul mio vestito. Ma non me ne importava perché avevo deciso di iniziare dalla fine.

amare

 

TRA CIELO E TERRA

 

È da ormai due anni che sono nel regno di Konan. La guerra è finita.

Ma non nel mio cuore. Che è ancora diviso. Non riesco a scegliere. Come faccio? L'amore della famiglia o quello di Tamahome? E poi come faccio a lasciare i miei migliori amici. Le sette stelle di Suzaku.

Sulla terra sarei sola. Yui è morta. Non riesco a crederci. Uccisa dalla sua voglia di vendetta. Voleva essere la numero uno in tutto. E ci era riuscita. Perché era la sola concorrente. Nonostante il suo obiettivo fosse quello di superare me. Non aveva nessuno con cui competere. Io non volevo essere la causa di distruzione. Ma presto mi ero presto resa conto che l'unico modo per sfuggire all'incessante lenimento della mia felicità era l'opporsi a chi tentava di distruggere ciò che fino a quel momento era stato costruito.

Io avevo già scelto la mia strada. E non condividevamo la stessa.

Avevamo percorso la stessa via. Ma qualcosa ci aveva diviso. E ne io ne lei avevamo fatto niente per impedirlo. All'inizio avevo tentato. Ma trovandomi di fronte a tanto smisurato odio avevo rinunciato. Mi ero tirata indietro. E così l'avevo persa. Eravamo diventate nemiche. Separate dalla guerra che infuriava intorno ai nostri animi  lacerati

Ed ora lei non c'è più. E io non posso correggere i miei errori. Posso solo urlare al vento il mio pentimento. Posso solo urlare.

Sono rimasta sola. Con il suo rancore. E le mie lacrime gelate. Che non vogliono uscire. Perché sono più dure del ghiaccio. Qualcosa dentro di me le ha rese fredde. E neanche il calore del sole può scioglierle.

Credo non ci siano mai state situazioni analoghe. Eravamo la coppia campione voluta dal fato. La coppia che il destino aveva voluto distruggere. Rompendo la nostra amicizia. Facendoci diventare "sorde".

Io però sono sopravvissuta. Grazie ai miei amici. Perchè loro sono la cosa più importante che ho.

Anche se tornassi sulla terra, nonostante le distanze, non cesserei di amarli. Perché è grazie a loro se ora posso vedere il sorgere del sole e l'arrivo delle tenebre. É grazie a loro se ora sento il mio sangue caldo scorrere e il mio cuore pulsare.

È a loro che devo la mia felicità. E quella del regno.

Grazie ai loro sacrifici sono tornata a sorridere. E non è per colpa loro se ora, che  mi trovo tra cielo e terra non ho la forza di scegliere...

E il mio sangue macchia i fili dorati e la terra umida. E il tempo si ferma. E il giorno diventa notte per i miei occhi ciechi.

Il sangue si mischia alle lacrime e scorre sul mio viso frustrato dal dolore. Sento il sapore del sangue. Il sapore della morte. In un solo attimo perdo tutto quello che avevo conquistato. E rimango lì stesa. Ad aspettare che la mano della morte mi ghermisca. Aspetto brancolando nel buio. Vedendo tutte le persone che amo confondersi e dissolversi nella mia mente.

 

"Così viene trovato il corpo esanime della Sacerdotessa; tre chicchi porpora e terra carminia. Le spighe si piegano a terra. Sotto il suo corpo inanimato. La terra è imbevuta di sangue. La sua purezza è macchiata.

Si è tolta la vita tagliandosi i polsi. Per la sua debolezza

Abbandona chi per lei si era sacrificato. Chi per lei aveva lottato. Chi in lei aveva creduto.

E tutto è dolore. Ovunque ci sono solo lacrime. I sorrisi scompaiono lasciando posto alla sofferenza.

Eppure nessuno di loro la accusa. Nessuno di loro la incolpa. Al cielo arriva solo un grido. Quello della terra. Perché la terra dovrà accogliere le lacrime di chi con Miaka ha perso la voglia di vivere"

 

 

 

Marianna Bilotta