Ai Yazawa

Mangaka

Data di nascita:

7 Marzo 1967

Gruppo Sanguigno:

B

Segno Zodiacale:

Pesci

Debutto:

"15 Nenme" (1987)

 

Ai Yazawa nasce il 7 marzo del 1967 a Osaka, è del segno dei pesci e di gruppo sanguineo B. Ha sempre avuto una gran passione per il mondo della moda, e infatti i suoi sogni erano due: diventare stilista e mangaka. Ovviamente non poteva fare entrambe le cose e alla fine optò per la mangaka. All'età di 18 anni presentò i suoi lavori al concorso per esordienti di Ribon (rivista della Shueisha), vincendolo, in questo modo ebbe inizio la sua carriera di mangaka.

Opere

Gokinjo Monogatari15 Nenme (1987): viene pubblicato quando l'autrice non si è ancora diplomata. È una raccolta in un volume di quattro storie brevi che trattano temi adolescenziali (per più info visita la sezione).

Love letter (1987): esce in un volume autoconclusivo. Parla della storia d'amore tra una ragazza di nome Himeko e il suo professore di matematica (per più info visita la sezione).

Kaze ni Nare! (1988): anche questo è un manga di solo un volume. La protagonista è Yuki, una studentessa delle medie che fa parte del club di tennis della scuola (per più info visita la sezione).

Escape (1988): volume unico che raccoglie quattro storie brevi. Con quest'opera si nota un salto di qualità: i protagonisti delle storie iniziano a essere caratterizzati con maggiore attenzione (per più info visita la sezione).

Ballad made soba ni ite (1989): serializzato in due volumi, in cui la protagonista Hiromi si innamora di un ragazzo idol (per più info visita la sezione).

Marine Blue no Kaze ni Dakarete (1990): serializzato in 4 volumi, parla di un amore caratterizzato dal classico triangolo. La storia non brilla di originalità, ma la Yazawa si sofferma molto sulla caratterizzazione dei personaggi (per più info visita la sezione).

Usuberi no Arashi (1992): è un manga di un volume che parla di ragazzi alle prese con il baseball (per più info visita la sezione).

NanaTenshi Nanka ja nai (1992): serializzato in 8 volumi e terminato solo nel 1994, racconta le vicende di Midori, una ragazza alle prese con i problemi dell'adolescenza (per più info visita la sezione).

Gokinjo Monogatari (1995): è l'opera che ha reso famosissima Ai Yazawa, tradotta in Italia con il titolo Cortili del cuore. È stata serializzata in 7 volumi (per più info visita la sezione).

Kagen no tsuki (1998): con questo manga, uscito in 4 volumi, la Yazawa cambia genere parlando di soprannaturale (per più info visita la sezione).

Paradise Kiss (2000): questo manga, serializzato sulla rivista di moda Zipper, è il seguito di Cortili del Cuore. Uno dei personaggi principali è infatti Miwako, sorellina minore di Mikako, la protagonista di Gokinjo Monogatari. Anche lei vorrebbe fare la stilista ed infatti il nome Paradise Kiss è quello del piccolo atelier che Miwako e gli amici hanno creato (per più info visita la sezione).

Nana (2000): ultima opera dell'autrice, e probabilmente la più famosa in assoluto. Parla di due ragazze ventenni di nome Nana completamente diverse tra loro (una è la cantante di un gruppo punk che soffre per amore, l'altra un'eterna bambina innamorata) le cui strade inaspettatamente si incroceranno (per più info visita la sezione).

Opere presenti sul sito

Stile

Ai Yazawa è una delle mangaka più popolari in patria come all'estero. Il suo successo è dovuto a due fattori: lo stile grafico, molto originale e curato, e alla sua abilità nel caratterizzare i personaggi. Infatti i protagonisti dei suoi manga (per lo meno quelli delle opere più recenti) sono complessi, profondi, la storia è incentrata su di loro, sul loro modo di vedere il mondo e di affrontare le difficoltà. Nelle maggiori opere dell'autrice possiamo seguire un vero e proprio percorso di formazione, che vede i personaggi maturare pian piano, capire qual'è la loro strada e cosa vogliono fare della loro vita. Le storie che racconta la Yazawa non sono banali commedie scolastiche, ma sviscerano l'animo umano, con le sue passioni, paure e problematiche. Per quanto riguarda lo stile grafico, come dicevo prima, è molto originale, unico direi. Le sue figure esili e slanciate, i suoi occhi e visi resi molto espressivi con pochi tratti, non trovano eguali. Per poi non parlare della precisione maniacale con cui disegna i particolari delle sue tavole (basti pensare a gioielli e vestiti), e alla sua attenzione per la moda del momento sia nei vestiti, sia nelle acconciature.

Curiosità

Forse non tutti sanno che Ai Yazawa non è il vero nome della mangaka, ma il suo nome d'arte, che lei stessa ha tratto del cantante giapponese Eikichi Yazawa. La Yazawa è appassionata di moda, e questo lo si può dedurre dalle sue stesse opere: i suoi personaggi sono sempre vestiti e pettinati in modo moderno e originale. Inoltre la mangaka ama confezionarsi da sè gli abiti. Altra passione dell'autrice sono i gatti, presenti in moltissimi free-talk delle sue opere, dove abbiamo imparato a conoscere i suoi adorabili Torashiro detto Tora e Nukesaku detto Nuke. Non va poi dimenticata la musica, altra cosa che la mangaka adora (vedi Nana), in particolare ascolta musica d'avanguardia sia giapponese sia occidentale. La Yazawa ama anche il cioccolato e leggere, i libri che preferisce sono "Bonjour Tristesse" di Francoise Sagan e "Eien no ko" di Arada Tendo. Altra piccola curiosità è che si diverte a inserire nelle sue opere personaggi e luoghi che erano apparsi nei suoi manga precedenti. Infatti in Cortili ci sono un sacco di riferimenti a Tenshi Nanka Janai (come il peluche di P-chan, e poi gli stessi protagonisti del manga appaiono in Cortili), così come in Paradise Kiss i riferimenti a Cortili, e così via. Ma la stessa autrice fa da comparsa in molte scene, di volta in volta nei panni di cameriera, direttrice dell'istituto Yaza, ecc... Insieme a lei, appare nel manga come comparsa un'altra famosa autrice Wataru Yoshizumi, che nei primi tempi era sua assistente; le due sono ancora ottime amiche.

Cosa ha detto delle sue opere

Ecco l'intervista fatta alla Yazawa in occasione della pubblicazione di Nana 7.8 (grazie a Melania per avercela fornita).

D: Ci dica com'è nata la decisione di pubblicare Nana.
R: Dapprima fu decisa l'uscita di due numeri prova sulla rivista Cookie, sui quali sarebbero comparse unicamente delle storie brevi. L'idea generale era quella di proseguire a lungo termine la serializzazione di tali racconti, se su Cookie fosse andato bene. Così decisi di creare due personaggi femminili molto diversi tra di loro, ma accomunati dallo stesso nome e di farle incontrare in un eventuale seguito della storia.

D: Perché ha scelto il nome Nana?
R: Il capitolo relativo ad Hachi si svolge nel 1999, e questo personaggio è letteralmente ossessionato dalla profezia di Nostradamus relativa al luglio (7) del 1999, di cui si faceva un gran parlare in quell'anno. Quindi ho pensato che fosse simpatico attribuirle come nome proprio il numero 7. In ogni caso ho stabilito fin da subito che Hachi avrebbe avuto un forte legame con questa cifra.

D: Da dove arriva l'idea generale della storia?
R: Nana racconta la vita delle due protagoniste; ecco perché ho fatto cominciare i due capitoli con frasi del tipo: "La città dove sono nata è". Se ho voluto che Hachi fosse ossessionata dall'idea del grande demone celeste, è stato perché, come dire? Volevo comunicare ai lettori l'immagine di una ragazza che vede se stessa come un giocattolo nelle mani del destino capriccioso. In realtà la sua è una vita alquanto ordinaria, ma si ritiene arbitrariamente una vittima della sorte. I suoi problemi sono in genere perfettamente risolvibili ma lei ne attribuisce sempre la colpa al Grande Demone Celeste. In verità la vittima del destino è Nana Osaki, la cui vita è stata sconvolta da tutta una sere di eventi di cui la ragazza non ha alcuna colpa. D'altra parte Nana O. è animata dalla convinzione di dover affrontare i problemi con pieno senso si responsabilià, facendo leva solo sulle proprie forze. Ero dunque interessata a mostrare la forte differenza esistente tra questi due personaggi, in senso sia caratteriale che sociale.

D: Il fatto che Nana parli di gruppi musicali nasce da una sua passione personale per la musica?
R: Sì, tra le altre cose! Ho sempre voluto disegnare un manga incentrato su un gruppo di musicisti. La decisione di fare dei Blast un gruppo di musica punk deriva dal fatto che una normale band rock avrebbe creato degli inconvenienti narrativi. Inoltre poiché ovviamente nei manga manca il sonoro, volevo che i lettori potessero comprendere alla prima occhiata, dagli abiti dei personaggi e altri elementi simili, che tipo di musica fanno i Blast. In origine volevo farne una band di rockabilly questo soprattutto perché sono una gran fan degli Stray Cats, poi ho pensato che i ciuffi di capelli modellati a forma di banana non avrebbero riscontrato un gran successo al giorno d'oggi. La mia intenzione era quella di disegnare dei personaggi non allineati rispetto alle attuali convenzioni, quindi il rockabilly avrebbe avuto una sua collocazione in questo contesto; ma avevo già creato un protagonista simile, con il ciuffo a banana, in Non sono un angelo, e non volevo che i miei nuovi personaggi venissero scambiati per dei mezzi teppisti. E così ho abbandonato il rockabilly a favore del punk; in ogni caso volevo che i Blast appartenessero a un genere musicale secondario.

D: I Trapnest sono una band di grande successo però...
R: Ma i Trapnest sono un normale gruppo rock, l'equivoco che sia una banda punk credo sia nato dalla presenza di Ren. Comunque adesso Ren scrive normali canzoni rock, che vengono poi arrangiate da Takumi; così è nato il sound dei Trapnest.

D: Ho sentito che Takumi è il suo personaggio preferito.
R: In effetti mi piace molto. Dunque sono anch'io una fan di Takumi?! Bè a dire il vero, sul piano umano ho conosciuto gente più simpatica il fatto è che non mi piacciono troppo le classiche "brave persone", quelle "carine e gentili", anche se riconosco che è molto piacevole averle per amiche. Preferisco le persone che hanno qualcosa di vagamente tossico, come appunto Takumi. Sarò onesta: mi piacciono gli uomini maschilisti. Comunque amo molto anche Shin. Recentemente un'amica mi ha detto: "Shin è un tipo di personaggio che non era mai comparso nei tuoi manga precedenti." E forse è proprio per questo che mi piace tanto.

D: Usa dei modelli per delineare i suoi personaggi?
R: Questa è una domanda che mi viene rivolta spesso, ma la risposta è no. Usare dei modelli mi renderebbe più difficile disegnare dei personaggi. Con l'ovvia eccezione di Koichi Sato che esiste davvero. Forse Ren somiglia un po' a Sid Vicious, ma per esigenze di sceneggiatura, ma questo non vuol dire che abbia preso Sid a modello, né che Ren gli somigli nell'attegiamento o nei tratti del volto, si tratta piuttosto di una specie di cosplay. Comunque non è Ren che adora Sid, ma Nana, per questo fa portare a Ren la catena di ferro al collo. Ren si limita ad accettare la cosa tutto qui. Ovviamente anche lui ama i Sex Pistol, ma entro certi limiti.

D: come sono le reazioni dei lettori a Nana?
R: Le più disparate immaginabili. Di recente, però, sono rimasta molto colpita dalla lettera di una casalinga la cui figlia frequenta le scuole medie. Apparentemente entrambe leggono Nana e, quando Shoji lascia Hachi e si mette con Sachiko, la figlia della signora ha commentato in lacrime: "Shoji è cattivo!" Quindi la madre le ha risposto senza troppo riflettere: "Che ci vuoi fare? È la vita..." La figlia le ha tenuto il broncio per diversi giorni. La signora mi ha scritto: "i sentimenti degli adolescenti sono così puri e innocenti" ed io non ho potuto fare altro che risponderle: "È proprio vero!"

D: Immagino che le reazioni dei lettori cambino a seconda dell'età.
R: Sì, specie per quel che riguarda i personaggi su cui i lettori a volte sono letteralmente divisi a metà, tanto che alcuni diventano, ai loro occhi, completamente diversi da come li avevo ideati... ma non lo trovo affatto un male, anzi mi fa piacere che i lettori mettano a confronto le loro impressioni sui vari protagonisti. In fondo è ciò che succede nella vita quotidiana di ciascuno di noi, questo perché ognuno di noi ha il proprio modo di pensare, inoltre le persone cambiano in genere atteggiamento a seconda di chi frequentano. Negli shoujo di stampo tradizionale tutti amano l'eroina, e sono sempre gentili e disponibili nei suoi confronti. Personalmente detesto questo stereotipo.

D: si riferisce allo stereotipo secondo il quale l'eroina viene sempre trattata come la principessa, se ho ben capito...
R: Esatto, parlo di questo. Io al contrario, cerco sempre di fare in modo che ciascun personaggio venga trattato in modo diverso da ognuno degli altri. Prendiamo il caso di Hachi, ci sono persone che, come Nana, la trovano adorabile, ma c'è anche chi la ritiene irritante, come Junko che finisce sempre per farle la paternale. Ci sono ragazzi che la amano, come Nobu, e ragazzi che la trovano stancante, come Shoji. Ritengo che ciascun personaggio debba mantenere questo stato di individualità, nelle proprie reazioni; d'altronde nella vita è normale che una stessa persona risulta simpatica ad alcuni ed odiosa ad altri.

D: I lettori hanno preso male alcuni risvolti di Nana, è forse dovuta al fatto che la trama sta seguendo un percorso inconsueto per uno shoujo?
R: quando lavoravo per Ribon osservavo rigorosamente le regole canoniche degli shojo; due persone si incontrano e si amano per sempre. Questo è quanto i lettori si aspettano da quel genere di rivista, e io, da professionista, non volevo deluderne le aspettative. Ma quando ho iniziato a disegnare Nana, e si è deciso che sarebbe stata pubblicata su Cookie, e che quindi l'età media dei lettori sarebbe stata più elevata, allora ho cambiato decisamente rotta rispetto al passato. Il nucleo principale dei lettori di Ribon è costituito da studentesse delle scuole elementari/medie, sono ragazze che sognano l'amore, il ragazzo dei sogni e di diventare simili alle eroine dei loro manga. Ma quando si alza l'età delle lettrici, tra di esse ce ne sono parecchie che hanno già conosciuto l'amore, ed hanno già vissuto esperienze sentimentali concrete; ho quindi ritenuto che un mondo fatto di sogni e fantasie non sarebbe stato sufficiente a soddisfare le loro esigenze. Anche il passaggio di Shoji da Nana a Sachiko va visto in quest'ottica: non tanto come un evento shock, quanto piuttosto come un fatto ordinario, che potrebbe capitare a chiunque. Immagino che parecchie ragazze abbiano simpatizzato con Hachi, in quella circostanza, pensando: "Come ti capisco anche a me è successa la stessa cosa".

D: Qual è il suo personaggio preferito?
R: Non ho preferenze, mi piacciono tutti in egual misura.

D: Qual è il personaggio più difficile da disegnare?
R: Sul piano grafico Hachi. Ma ultimamente il suo volto si è addolcito ed il suo corpo ha assunto proporzioni più femminili, il che mi semplifica il lavoro. Prima le mie difficoltà dipendevano dal suo lato campagnolo e dalla sua mancanza di fascino erotico. In termini di carattere invece nessuno mi crea problemi.

D: Quale dei personaggi vorrebbe come fidanzato?
R: Forse Takumi, non so se lo vorrei come fidanzato, ma è quello di cui probabilmente mi innamorerei. Questo perché una storia d'amore è tanto più intensa e passionale, quanto più è dolorosa. Nell'ottica del matrimonio invece credo che sceglierei Kyosuke, perché anche lui nonostante le apparenze è abbastanza maschilista. Mi piace quando si fa preparare le uova al tegamino da Junko.

D: Quale dei personaggi vorrebbe come amico?
R: Shoji tra i maschi e Hachi tra le ragazze. Mi piacerebbe coccolare Hachi, ossia, non sarei mai in grado di abbandonarla a sé stessa. Shoji invece è sempre allegro e divertente, quindi penso sarebbe facile stabilire un rapporto d'amicizia con lui. Ci tengo comunque a precisare che non lo vorrei mai come fidanzato.

D: Quale dei personaggi vorrebbe avere come membro della sua famiglia?
R: Vorrei Ren come fratello maggiore, Reira come sorella maggiore e Misato come sorellina più piccola. Shin potrebbe esserre il nostro fratellino minore. Sarebbe fantastico avere un fratello così grazioso, se Junko fosse mia sorella maggiore, finirebbe per farmi la predica tutti i giorni; e non so quanto andremmo d'accordo. Tra i due estremi, infatti io stessa sono un tipo che preferisce prendersi cura degli altri.

D: Qual è il suo preferito, tra tutti i fidanzati che Hachiko ha avuto sinora?
R: Takumi, credo. Se continuo così, mi scambieranno per una sua fan sfegatata... comunque Asano, Shoji e Nobu sono tutti diversi dal tipo d'uomo che piace a me.

D: Se lei fosse un uomo, quale dei personaggi femminili sceglierebbe come fidanzata?
R: Hachi! (determinatissima). La trovo molto tenera. Il suo carattere volubile e capriccioso non mi disturba minimamente. Non mi dispiacerebbe affatto trasformarmi in Takumi e uscire con lei...

D: Qual è il personaggio che più le assomiglia?
R: Ciascuno di loro ha degli aspetti in comune con me. Mi dicono spesso che somiglio a Junko, ma io non ne sono affatto convinta. Perché io sono gentile sia con me stessa che con gli altri.

D: In quale band vorrebbe suonare: nei Trapnest o nei Blast?
R: Ma io non so suonare il punk rock! Comunque sceglierei i Trapnest.

D: Che strumento vorrebbe suonare?
R: La tastiera, immagino, visto che in passato ho suonato il pianoforte.

D: Ci racconti di una sua esperienza a un concerto.
R: Una volta sono riuscita a ottenere dei posti in prima fila per il concerto di uno dei miei gruppi rock preferiti; ero proprio davanti al chitarrista! Mi sono ispirata al ricordo di quella emozione per disegnare la scena in cui Nana e Hachi si trovano in prima fila, al concerto dei Trapnest.

D: Crede nell'oroscopo?
R: Non molto. Non m'interessano affatto le riviste che prevedono il futuro segno per segno. Però mi piacciono gli oracoli a base statistica, come quelli fondati sul gruppo sanguigno.

D: Quali sono i suoi libri preferiti?
R: Bonjour tristesse* della Sagan. Per me è partito tutto da lì. Ah, e anche Eien no ko** (i bambini dell'eternità) mi hanno fatto piangere come una fontana.

D: Quali sono i suoi film preferiti?
R: Me ne piacciono così tanti che non saprei quale scegliere! Tra quelli che ho visto più volte, però, ci sono: Gattaca, Morte a Venezia e Velvet Goldmine.

D: Quali sono le sue trasmissioni TV preferite?
R: Guardo pochissimo la TV in realtà. Cioè non posso guardarla: non ne ho il tempo.

D: Le capita mai di navigare in Internet?
R: Sì, ogni tanto. Ci sono alcuni siti gestiti dai miei fan, e mi piace leggere ciò che scrivono, chi li frequenta.

D: Quando ha deciso di diventare mangaka?
R: Quando frequentavo il liceo, probabilmente. Però ho realizzato il mio primo manga quando ero in prima media. Fino ad allora mi limitavo a disegnare.

D: Quali autori l'hanno influenzata?
R: Ryo Ikuemi***, Satosumi Takaguchi**** e Taku Tsumugi*****. Quando mi preparavo al mio debutto professionale, questi erano i miei modelli.

D: E attualmente quali sono i suoi manga preferiti?
R: 20th century boys, Berserk e Azumi. Amo molto anche le opere di Takehiko Inoue. A ben vedere ho citato solo degli shounen...

D: Quale fase della creazione di un manga è la sua preferita?
R: Mi piace molto scrivere i testi nei baloon; vorrei poter fare solo quello, da autentica itako*******! Se avessi più tempo, mi divertirei un po' di più anche a disegnare. Voglio più tempo!

D: Che tipo di materiali usa?
R: Per passare l'inchiostro, uso delle penne con la punta morbida, tipo feltro. Per quel che riguarda le campiture (capelli a parte) e i retini, uso invece il Mac. Idem per il colore. Le battute minuscole che stanno fuori dai baloon, invece, prima le scrivo a mano, poi le coloro con le penne Copic, o simili.

D: Quante ore lavora al giorno?
R: Continuamente. Mi riposo solo quando dormo. Posso dormire al massimo sei ore, il che significa che in media dormo tre ore per notte?!

D: Quale regalo le piacerebbe da un ospite?
R: Un panino con cotoletta di Maisen******!

D: Cosa fa quando è a corto di ispirazione?
R: Non faccio altro che lamentarmi: "non ci riesco! non ci riesco!"

D: Quali sono i momenti in cui si sente felice di essere mangaka?
R: Nessuno si arrabbia con me, anche se passo tutto il tempo a disegnare manga. Anzi, mi fanno perfino i complimenti! Sono quei momenti lì, ecco!

D: Qual è il maggior vantaggio del suo mestiere?
R: Potermi guadagnare il pane facendo ciò che amo.

D: Se potesse prendersi una lunga vacanza, cosa farebbe?
R: Andrei a trovare gli amici che non posso vedere spesso, specialmente quelli che abitano all'estero.

NOTE
* Bonjour tristesse è stato scritto da Françoise Sagan nel 1954 e racconta di Cucile, una ragazza di diciassette anni che ha perso la madre e che passa le estati in Costa Azzurra col ricco padre Raymond, un libertino; insieme a loro ci sono Elsa e, in seguito, Anne, le due amanti di quest'ultimo.
** Eiko no ko: I bambini dell'eternità, è un romanzo pubblicato da Arata Tendo nel 2002 che parla di tre bambini maltrattati dai genitori.
*** Ryo Ikuemi è l'autrice di Pops e Honey Bunny.
**** Satosumi Takaguci scrive shoujo e yaoi, è autrice di Hana no asuka gumi! e Lucky-kun.
***** Taku Tsugumi è una mangaka ben nota, autrice di shoujo come Hot Road e Mabataki mo sezu.
****** Maisen è una catena giapponese di alimentari, specializzata nella carne di maiale.
******* Una itako è una specie di medium, una persona che comunica con gli spiriti. La Yazawa è una itako nel senso che si lascia "possedere" e "guidare" dallo spirito dei suoi personaggi; non è altro che una mediatrice tra loro e il mondo della realtà.

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