La cultura giapponese è ricca di leggende e figure mitiche, come spiriti e demoni. Templi, case, oggetti e animali… tutto può trasformarsi o essere infestato da uno spirito. Spesso la lingua giapponese attribuisce un’unica parola per indicare uno stato d’animo o una particolare situazione: questo vale anche per la parola “mononoke”.
Ma cosa significa mononoke? E come l’ha rappresentato il maestro Hayao Miyazaki?
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Il mononoke

Secondo la definizione semplicistica del dizionario, la parola mononoke significa “anime dei morti (o dei vivi) che fanno male al prossimo”. Ma secondo il folclore e le leggende correlate, non si tratta solo di anime umane, ma anche di quelle di animali e oggetti malefici. Per esempio, è molto diffusa la leggenda di una volpe con 9 code , considerata uno dei mononoke più malefici e potenti. Ci sono molte versioni di questa leggenda, ma la più famosa racconta di come la volpe divenne mononoke vivendo per moltissimi anni, molti di più di quanti un animale della sua specie avrebbe potuto. Infatti secondo le credenze popolari, gli animali che superano una certa soglia d’età sono particolarmente predisposti a ottenere poteri particolari che nella maggior parte dei casi li rende mostruosi e crudeli. Ma questa credenza è estesa anche agli oggetti.
La principessa Mononoke

Ispirato alla figura del mononoke è il film d’animazione Mononoke-hime (letteralmente La principessa spettro), diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli nel 1997. Il film è ambientato nel periodo Muromachi (epoca della storia giapponese che va dal 1336, data dell’ascesa del primo sh?gun del clan Ashikaga, fino al 1573 quando l’ultimo sh?gun di questo clan non fu cacciato da Kyoto) e racconta la lotta tra i guardiani sovrannaturali che proteggono la foresta e gli umani: è la storia di Ashitaka e della maledizione caduta su di lui dopo aver salvato il suo villaggio dalla furia di un cinghiale, impazzito dall’ira. Destinato a morte certa, il giovane abbandona il villaggio per evitare che il maleficio ricada su tutti gli abitanti. Durante il suo viaggio per liberarsi dalla maledizione, si ritroverà immischiato in una guerra tra umani e divinità. Qui che incontrerà le 2 acerrime nemiche Eboshi, la padrona della città del ferro, e San, la principessa spettro.
A me affascinano molto questi aspetti della cultura giapponese. Voi conoscevate già questa figura spettrale?
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Credits
Immagini: Photo credits: marcotogni.it
