Kokuhaku, come si dichiarano i giapponesi

Spesso nei manga e negli anime di genere shojo il protagonista o la protagonista si ritrova a voler confessare i propri sentimenti alla persona amata, o al contrario, che sia qualcuno a dichiararsi al nostro beniamino. Questa fase del corteggiamento si chiama kokuhaku.

In Giappone ci sono determinati comportamenti da mantenere quando decidi di dichiararti alla persona che ti piace, atteggiamenti molto diversi dai nostri, perché si sa gli abitanti del Sol Levante sono molto più timidi e chiusi rispetto a noi occidentali.

Come funziona?

Un altro modo per dichiararsi è sicuramente la lettera d'amore, lasciata sotto il banco o nell'armadietto delle scarpe
Un altro modo per dichiararsi è sicuramente la lettera d’amore, lasciata sotto il banco o nell’armadietto delle scarpe

Se pensavi che le dichiarazioni in classe o nel corso di una gita scolastica, durante il periodo di San Valentino o sotto l’albero di Natale siano di pura finzione, in realtà è proprio quello che accade tra i giovani giapponesi. Soprattutto le ragazze, desiderano avere un kokuhaku prima d’iniziare una relazione.

La parola kokuhaku, koku “rivelare” e haku “mettere in chiaro”, è la definizione che danno i giapponesi per una dichiarazione romantica dei propri sentimenti verso la persona che gli piace, iniziando ufficialmente così la propria storia.

Da quel momento, se anche l’altra persona prova gli stessi sentimenti e accetta di cominciare un rapporto, diventa un’esclusiva uscire insieme e non si può uscire con altri, altrimenti viene considerato come un tradimento.

Il kokuhaku, a volte, mette una tale pressione ai nipponici che spesso viene espresso prima del primo appuntamento, seguito quindi poi da un’imbarazzante uscita a due. Al contrario di noi occidentali invece, che prima di esprimere i nostri sentimenti usciamo più volte con la persona che c’interessa, per capire se possa nascere qualche emozione, a quel punto diventa esplicita la situazione, senza che ci sia per forza una vera e propria dichiarazione. Per i giapponesi è fondamentale saperlo prima, perché non vogliono iniziare una relazione seria senza prima avere la conferma dei sentimenti dell’altro.

Anche se il numero dei divorzi è in aumento, il matrimonio rimane comunque importante per loro, si perché non è vista di buon occhio la convivenza tra due persone non sposate, a volte addirittura alcuni affittuari sono restii a lasciare l’appartamento a coppie che non sono unite in matrimonio.

Ecco perché i nipponici vogliono subito una definizione chiara dei sentimenti della persona che gli piace, per alcuni iniziare a uscire insieme può essere un primo passo verso un futuro matrimonio. Quindi una volta accettato il kokuhaku con un energico si da chi ti piace, inizia la confidenza tra la coppia, come baci, abbracci e coccole, anche se i giapponesi evitano di scambiarsi effusioni in pubblico.

Regole base e le espressioni più comuni

Applicare il kokuhaku a volte diventa un'impresa estenuante per i giapponesi
Applicare il kokuhaku a volte diventa un’impresa estenuante per i giapponesi

Dopo aver trovato il coraggio di dichiararti alla persona che ti piace, ci sono alcune cose da evitare per fare kokuhaku. Mai dichiararsi con un sms o scriverlo sulla lavagna della classe, come abbiamo detto i giapponesi sono timidi, non gli piace essere messi in soggezione davanti a tutti, meglio se a tu per tu. Non far sapere all’altra persona di conoscere troppe cose sul suo conto, altrimenti potrebbe pensare male. Se la persona a cui ci si vuole dichiarare non ti conosce, non presentarsi con dei fiori, è considerato un gesto troppo intimo.

Durante un kokuhaku la frase più utilizzata e che puoi sentire spesso negli anime è “Suki desu. Tsukiatte kudasai”, tradotto è simile a “Ti amo, possiamo iniziare a frequentarci?”. In realtà se si legge con più attenzione la frase, la parola “suki” o “dai suki” significa amare ma in un modo molto meno profondo, molto più simile al “mi piaci”, come ti può piacere la musica o il cioccolato.

Ovviamente i sentimenti provati sono diversi e con il “dai” davanti è come dire “mi piaci tanto”. Un grado un po’ più alto di confidenza può portare a “ai shiteru” traducibile con “ti voglio bene”. Qualora un giapponese volesse esprimere un amore profondo e sincero, dedicando sé stesso ad un’unica persona davvero speciale nella propria vita, si dice “koi shiteru”.

Hai mai fatto una dichiarazione d’amore? Ne avresti il coraggio? Cosa ne pensi dell’atteggiamento cauto con cui affrontano i sentimenti i giapponesi? E’ meglio essere chiari fin da subito o aspettare che le cose accadano da sé?


About JessicaChan

Lascia un commento