La cultura del sake

Bevanda alcolica tradizionale giapponese, il sake viene spesso nominato in anime e manga. Accompagna i pasti principali ed viene offerto in segno di ospitalità.

Ottenuto dalla fermentazione di una specifica varietà di riso e servita in tazzine da portata, scopriamo le origini di questa bevanda tipicamente orientale.

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Le origini

 Mitsuki e Izumi di Hana-Kimi bevono sake
Mitsuki e Izumi di Hana-Kimi bevono sake

Pare che le origini della storia del sake si possano ricondurre alla Cina del 5000 a.C., periodo nel quale sono nate quasi tutte le bevande alcoliche fermentate create dall’uomo. La produzione di alcolici si trasferì successivamente in Giappone con le prime migrazioni. Il primo sake fu chiamato kuchikami (“masticato in bocca”), proprio perché il processo doveva essere iniziato dagli enzimi presenti nella nostra saliva. Questo processo fu poi sostituito dalla coltivazione in umido, che inoltre portò ad un aumento della gradazione alcolica del sake.

Come servirlo

Anche i personaggi di Fushigi Yuugi festeggiano sorseggiando sake
Anche i personaggi di Fushigi Yuugi festeggiano sorseggiando sake

Il modo corretto di servire il sake prevede che il tokkuri, ovvero la bottiglietta in ceramica, venga immerso in una pentola con acqua calda a 40 gradi e far raggiungere la temperatura desiderata alla bevanda (che secondo gli esperti si aggira intorno ai 36.8 gradi). A seconda della tipologia, si può bere in tazzine di terra cotta, di ceramica oppure in bicchieri di vetro. Un altro recipiente tradizionale è il masu, una sorta di scatolina in legno di cedro. La temperatura a cui va servito il sake dipende dalla varietà che si sta servendo, ad esempio il Junmai Daiginjo è ottimo servito freddo. Di solito il sake viene accompagnato alle portate principali come sushi, sashimi, tempura e udon, ma può essere gustato anche a fine pranzo.

Voi avete mai assaggiato il sake?


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