Per anni, noi amanti dello Shoujo abbiamo seguito una strada precisa: aspettavamo l’uscita del manga in fumetteria o guardavamo l’anime in TV.
Ma ultimamente, qualcosa è cambiato. Avete notato che le storie più profonde, quelle con le protagoniste più complesse e gli intrecci sentimentali più maturi, hanno un’origine diversa?

Prendiamo il caso de “Il mio Matrimonio Felice” (Watashi no Shiawase na Kekkon).
L’anime ci ha fatto piangere, il manga è bellissimo, ma l’opera originale è una light novel.
I pensieri di Miyo, le sue insicurezze, il lento sbocciare dei suoi sentimenti per Kiyoka: tutto nasce su carta, scritto come un romanzo, non disegnato.
Il fenomeno “Otome” e “Villainess”
C’è un intero sottogenere che sta dominando il mercato rosa: le storie in cui la protagonista si reincarna nella “cattiva” (Villainess) di un gioco o di un libro.
Titoli come Accomplishments of the Duke’s Daughter o I’m in Love with the Villainess nascono tutti come web novel. Perché?
Perché il formato romanzo permette di esplorare la psicologia femminile molto meglio di un fumetto veloce. Possiamo leggere i dubbi, le strategie e i batticuori in prima persona.
Dalla lettura alla scrittura: il caso italiano
La cosa bella è che questo formato non è esclusiva del Giappone. Anche in Italia, autrici come Greta Bienati (con Il Nido dell’Oca Selvatica) hanno dimostrato che si può fare narrativa di qualità ispirata a queste atmosfere.
Il pubblico italiano è pronto. Per questo è nato LudoShiro, l’enciclopedia che sta catalogando finalmente anche le uscite Josei e Shoujo in formato romanzo, per non perderci neanche un’uscita rosa.
Ma il sogno di molte di noi non è solo leggere, è scrivere. Spesso chi ama gli shoujo ha un cassetto pieno di storie. Per questo, con il rogetto Web Novel First, stiamo lavorando proprio sulle tecniche di scrittura per il romance.
Analizziamo come le autrici giapponesi costruiscono la tensione emotiva (il famoso “batticuore”) per aiutare le scrittrici italiane a creare le loro light novel originali, strutturate e professionali.
Perché se una storia ci fa sognare, non importa se è disegnata o scritta: importa solo che arrivi al cuore.
Credits
Fonte consultata: articolo scritto da © Umberto Moroni
